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Marcello Mellini

Marcello Mellini
Autore: cv o biografia da internet

Il professor Mellini è dal 1989 docente ordinario di Mineralogia presso l’Ateneo senese.

Nel 1993 è stato nominato fellow della Mineralogical Society of America, ha svolto numerosi soggiorni di studio e ricerca all’estero, ed è stato capo delle spedizioni 1997, 1999 e 2001 per ricerca di meteoriti in Antartide, del quale progetto è stato responsabile nazionale dal 1988 al 2008.

Dal sito http://www.ugr.es/~agcasco/gaia/conferencias/conferencias_06_07/mellini.htm

Marcello Mellini graduated in 1974 with a MS in Chemistry from the Pisa University, Italy, remaining there from 1974 to 1986. He moved as full professor of Mineralogy to Perugia in 1986 and to Siena in 1989. In 1979, research stage at CRMC2 (Marseille). From 1984 to 1992, he exchanged several visits with scientists from the Granada University, where he currently is “profesor visitante”. In 1997, invited professor at P.M. Curie University, Paris and, in 2003, at the Belgrade University. From 1989, in charge for the Italian program for meteorite search in Antarctica, where he was field leader in 1997, 1999 and 2001. In 1993, nominated fellow of MSA (Mineralogical Society of America). In 2002 and 2006, elected councillor of IMA (International Mineralogical Association).

Earliest studies regarded X-ray structural analysis, mostly of silicate minerals. From 1978, he moved to defective structure and microstructural investigation of minerals, using different TEM approaches. Since 1989, new interest has been Antarctic and not-Antarctic meteorites; most recently, environmental and technical mineralogy.

Dal sito http://www.tenews.it/giornale/2006/01/23/mellini-un-elbano-cerca-meteoriti-in-antartide-4351/

MELLINI, UN ELBANO CERCA METEORITI IN ANTARTIDE

MARCELLO MELLINI, DOCENTE DI GEOLOGIA ALL’UNIVERSITÀ DI SIENA, HA PARLATO DELLA SUA ATTIVITA' DI RICERCA IN UNA CONFERENZA DEI LIONS

Marcello Mellini, conosciutissimo elbano, ricercatore, professore di geologia all’Università degli Studi di Siena, aiutandosi con la proiezione su maxischermo di suggestive diapositive, ha introdotto una conferenza sul tema “Ricerca di meteoriti in Antartide” organizzata dal Lions Club Isola d’Elba Sabato 21 Gennaio presso la sala dell’Hotel Plaza di Portoazzurro.

La ricerca e raccolta di meteoriti, inserita nella spedizione italiana in Antartide del 2005 e condotta dal Prof. Mellini, aveva lo scopo di reperire nuovi elementi che, sia da primi studi eseguiti sul posto sia da più approfonditi esami effettuati nei laboratori universitari una volta rientrati in Italia, contribuiscano a conoscere la storia dell’universo e del nostro pianeta e, di conseguenza, a studiarne i futuri sviluppi per aiutare l’uomo a prevenire degradi e catastrofi e, in sintesi, a poter condurre una vita sempre migliore.

L’importanza dell’impegno in questo settore della scienza è confermata dall’intenso interscambio non solo di informazioni e di risultati di studi, ma degli stessi materiali e reperti in atto fra le varie nazioni che operano nell’Antartico.

I siti più idonei per la ricerca di meteoriti sulla superficie terrestre, come ha spiegato Mellini, sono i deserti freddi, quelli cioè dell’estremo continente australe, e i deserti caldi presenti nei vari continenti soprattutto in Africa e Australia. Ciò in quanto i frammenti di corpi celesti che, riuscendo a superare il difficile attraversamento dell’atmosfera, cadono nelle zone sopra citate, sono rintracciabili nella stessa superficie terrestre in aree calde o, in zone fredde, su quella del ghiaccio. Questo elemento in particolare, a causa della sua plasticità, prima li inghiotte i meteoriti precipitati e poi li fa riemergere a ridosso delle catene montuose antartiche. Ciò invece non si può verificare in altre aree terrestri dove questi oggetti vengono in breve tempo incorporati e occultati dalla natura o per sempre sepolti negli abissi oceanici.

A conclusione dell’affascinante conferenza il relatore, nel comunicare che nel 2006 sarà organizzata una nuova spedizione antartica, ha risposto alle numerose domande che l’interessato pubblico, spinto da curiosità e solleticato nella fantasia, gli ha posto spaziando dall’aspetto puramente scientifico a quello economico, logistico e tecnico.

Storia della MELLINIITE - Articolo di Alessandro Vietti di Mercoledì 7 dicembre 2005

Dal sito http://www.fantascienza.com/7125/la-melliniite-viene-dall-italia

Si chiama melliniite ed è un minerale di cui si ignorava l'esistenza. E' un composto di fosforo, nickel e ferro ed è stato trovato all'interno di un campione di NWA 1054, un meteorite appartenente alla famiglia delle acapulcoiti rinvenuto a Erfoud in Marocco nel 2001. Artefice della scoperta è stato un gruppo di ricerca del Museo delle Scienze Planetarie di Pratodi cui fanno parte Giovanni Pratesi e Vanni Moggi Cecchi, rispettivamente direttore e ricercatore del Museo e Luca Bindi del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Firenze. Il minerale, rinvenuto nel corso di un lavoro di classificazione delle meteoriti del Museo stesso, è stato dapprima analizzato presso la sede della Fondazione Prato Ricerche con il microscopio ottico Zeiss di proprietà della Provincia, dopodiché analisi più approfondite sono state condotte presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Firenze. I risultati di questi studi hanno consentito di stabilire che il minerale ha una composizione chimica non corrispondente a quella di alcun minerale conosciuto. Attraverso l'analisi di un frammento di circa 100 micrometri (milionesimi di metro), Luca Bindi ha inoltre analizzato la struttura cristallina, risultata unica nel suo genere. In essa infatti l'atomo di fosforo ha attorno a sé 12 atomi di metallo, come non accade in nessun composto conosciuto in natura. La Commissione Mineralogica Internazionale ha già ratificato la scoperta. Il nome del minerale deriva da quello di Marcello Mellini, ordinario di mineralogia presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Siena e direttore della sezione di Siena del Museo Nazionale dell'Antartide, uno dei maggiori esperti di meteoriti antartiche presenti in Italia. La scoperta del minerale apre prospettive interessanti sia riguardo la composizione del nucleo del nostro pianeta sia in merito alla formazione della vita.


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