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Vannoccio Biringuccio

Autore: Delmastro A., Gallo L. M., Pistarino A., Tomalino M. U.

In suo onore fu denominata la specie BIRINGUCCITE Na2B5O8(OH)·H2O (1967)

Alchimista e metallurgia Italiano, nativo di Siena (Toscana) da giovane ha viaggiato in tutta Italia e in Germania, ispezionando miniere e officine metallurgiche e praticandovi varie attività. Dopo la conduzione di una miniera di ferro e fucina a Boccheggiano per conto di Pandolfo Petrucci, governatore di Siena, fu costretto a lasciare la città quando il potere di Petrucci venne meno. Fu responsabile di una miniera d'argento in Carinzia (fino al 1508). E rimase a Milano per un certo tempo prima di recarsi a Ferrara al servizio di Alfonso d'Este. Quando tornò a Siena con Petrucci, fu nominato responsabile dell’arsenale di Siena e, nel 1513, direttore della zecca. Nel 1516, dopo la caduta della famiglia Petrucci, fu esiliato nuovamente. Tornò con la Petrucci ancora una volta nel 1523 e fu esiliato ancora nel 1526. Nei combattimenti del 1526 a Siena, comandò l'artiglieria. Successivamente, servì le repubbliche Veneziane e Fiorentine costruendo cannoni e fortificazioni per le famiglie Este e Farnese. Nel 1531, con una nuova riconciliazione tornò a Siena come senatore e come architetto e direttore di costruzione dell'edificio del Duomo. Nel 1534, fu nominato capo della fonderia pontificia e direttore dell’arsenale papale e capitano dell'artiglieria. La sua fama deriva dalla pubblicazione postuma del suo Pirotechnia (1540), che è il primo trattato stampato a coprire l'intero campo della metallurgia, pur essendo ricco di informazioni mineralogiche e chimiche, come la fabbricazione della polvere da sparo, e i fuochi d'artificio. Si tratta di un lavoro pratico, basato su osservazioni originali di prima mano raccolte dall'autore durante la sua vita di lavoro in miniera, nelle fucine, zecche e fonderie. Atipico del suo tempo, Biringuccio non è incline alla speculazione esoterica sui minerali e di conseguenza il libro è uno dei più notevoli rapporti sulla tecnologia del XVI secolo. Purtroppo, Biringuccio morì prima che il manoscritto venisse pubblicato e, di conseguenza, alcuni degli argomenti trattati non sono così chiari come forse l'autore avrebbe voluto. La descrizione delle leghe metalliche e la loro fusione supera quelle di Ercker e Agricola, e i capitoli dedicati al vetro, all’acciaio e alla purificazione dei sali sono stati copiati dal De Re Metallica di Agricola (1556). Per quanto concerne i metodi di fusione di medaglioni, statue e campane, la Pirotechnia è un’opera davvero importante e, inoltre, presenta un resoconto completo sui caratteri tipografici. In chimica, c’è la descrizione della fusione dell'argento, e le prime indicazioni su antimonio, cobalto e manganese.


Da Wikipedia

Vannoccio Vincenzio Austino Luca Biringuccio noto semplicemente come Vannoccio Biringuccio (Siena, 1480 – 1539?) è stato un maestro artigiano nella fusione e nella metallurgia del XV e XVI secolo. Biringuccio è nato a Siena. Suo padre, noto architetto dell'epoca, è stato Paolo Biringuccio, e sua madre Lucrezia di Bartolommeo Biringuccio. Fu battezzato il 20 ottobre 1480.

Conosciuto soprattutto per il suo manuale di metallurgia, De la pirotechnia, pubblicato nel 1540. Fu responsabile di una miniera di ferro vicino a Siena, e responsabile della zecca e dell'arsenale, oltre a dirigere lavori di fusione dei cannoni per Venezia e, successivamente, per Firenze.

Fu un protetto di Pandolfo Petrucci, il capo della potente famiglia Petrucci. Pandolfo lo assunse come artigiano metallurgico. Quando Pandolfo morì (1512), Biringuccio rimase legato alla famiglia Petrucci, impiegato dal figlio di Pandolfo Borghese Petrucci. Tuttavia, le rivolte del 1515 forzarono Borghese ad abbandonare Siena, il quale si portò con sé anche Biringuccio, viaggiando per la Germania e l'Italia, visitando anche la Sicilia nel 1517.

Nel 1523 papa Clemente VII favorì il ritorno a Siena della famiglia Petrucci, consentendo così anche a Biringuccio di ritornare dall'esilio. Nel 1524 si guadagnò il monopolio a Siena per la produzione di salnitro o (nitrato di potassio). Tuttavia, questo successo ebbe vita breve, perché, nel 1526, il popolo di Siena si rivoltò, e cacciò via di nuovo la famiglia Petrucci. I Petrucci tentarono di ritornare con la forza (aiutati anche da Biringuccio), fallendo.

Nel 1529 fu al servizio della repubblica di Firenze, per la quale Biringuccio fuse il famoso cannone Liofante.

Nel 1530, per Siena incominciò un periodo di pace, ed allora Biringuccio ritornò in città. Fu nominato Senatore della città nel gennaio e febbraio del 1531, prendendo parte anche a numerosi progetti.

Nel 1536, gli venne offerto un lavoro a Roma dalla Chiesa, e nel 1538 divenne capo della fonderia apostolica e direttore della fabbrica di artiglieria, l'arsenale papale.

Il luogo e la data esatti della sua morte sono sconosciuti, tuttavia un documento datato 30 aprile 1539 fa menzione della sua morte.