Autore di pubblicazioni
Specie dedicata
Hall of fame
Universitario
Mineral dealer
Presidente di circolo


Tipo di collezione

Estetica
Sistematica
Nazionale
Regionale/topologica
Singola classe o specie
Altro


Dimensione dei campioni

Cabinet
Miniature
Thumbnail
Micromount

Stanislao Cannizzaro

Autore: Delmastro A., Gallo L. M., Pistarino A., Tomalino M. U.

Stanislao CANNIZZARO 

(1826 - 1910)

Chimico italiano. Dopo studi disordinati in medicina presso l’Università della natia Palermo, conclusisi senza conseguire la laurea, intraprese una vita avventurosa che lo vide, nel 1847, ufficiale di artiglieria e deputato al parlamento siciliano, cospirare contro i Borboni. Profugo a Marsiglia nel 1849 e poi a Parigi, dopo il fallimento della rivolta, venne nominato professore di fisica e di chimica al Collegio Nazionale di Alessandria e finalmente, nel 1855, professore di chimica generale all’Università di Genova. Ritornò in Sicilia dopo l’arrivo di Garibaldi e nel 1860 espose al primo congresso scientifico internazionale di chimica di Karlsruhe in Germania, le idee di Amedeo Avogadro sulla costituzione atomico-molecolare della materia. L’anno seguente ottenne l’incarico di chimica all’Università di Palermo, di cui poi diventerà rettore, e venne eletto consigliere comunale. Cofondatore della Gazzetta Chimica Italiana della quale, dal 1871 sarà anche direttore, in quello stesso anno diventò senatore e professore di chimica all’Università di Roma. Caloroso sostenitore e propugnatore delle ipotesi di Avogadro, assurse a fama internazionale per la sua regola di determinazione dei pesi molecolari e, sulla base delle sue idee circa la costituzione della materia, J. L Meyer e D. I. Mendeleev baseranno le loro classificazioni periodiche degli elementi. Sperimentalmente fu soprattutto un chimico organico, tanto che è universalmente nota con il suo nome una tipica reazione delle aldeidi. Nel 1866 propose per primo il nome di ossidrile per il gruppo OH, distinguendo la diversità di comportamento degli ossidrili alcolici da quelli acidi. Il suo lavoro di sintesi svolto a Palermo e teso a caratterizzare i derivati aromatici, ispirerà poi a F. A. Kekulé la sua celebre ipotesi sulla struttura dell’anello benzenico. 

In suo onore è stata denominata la specie CANNIZZARITE (Pb8Bi10S23) (1924) .