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Pietro Francesco Gorini

Autore: Bonacina E. - Ciriotti M.

PIETRO FRANCESCO GORINI (per gli amici, Franco) nasce nel 1939 a Varese, nelle cui vicinanze,per l’esattezza a Saltrio, ancor oggi abita; è sposato con Luciana da cui ha avuto tre figli ormai grandicelli. In gioventù, prima dell’impegno lavorativo, ha pestato sui pedali in gare dilettantistiche nazionali ottenendo discreti risultati. Dopo aver lavorato per 39 anni come funzionario di banca, ora si gode il“meritato riposo” dedicandosi agli hobby che, da molto tempo a questa parte, coltiva. Dal 1964 colleziona francobolli e vanta una delle più vaste  collezioni filateliche sulla bicicletta, oltre alle classiche Italia, Vaticano, San Marino, Svizzera,Monaco, Lussemburgo, ONU New York, ONU Ginevra, ONU Vienna e le tematiche su danza e favole.Contestualmente, Pietro cerca e colleziona minerali da 25 anni, prestando attenzione principalmente a campioni micro, senza disdegnare qualche pezzo estetico. Rivolge i suoi interessi aspecifiche località che di volta in volta, con pazienza e costanza, cerca di migliorare. Pietro definisce la sua “una vita abbastanza tranquilla”; noi aggiungiamo soltanto che oltre alla tranquillità, di cui non dubitiamo minimamente, intravediamo anche una buona dose di piacevoli e interessanti altre cose.

A Pietro Francesco Gorini e a Giancarlo Pierini è stata dedicata la specie Piergorite-Ce).

La piergorite-(Ce) è stata rinvenuta, per la prima e unica volta, in prossimità di un campo coltivato a ulivi a circa 1.5 km a ovest dall’abitato di Tre Crocidi Vetralla, Complesso Vulcanico Vicano (Viterbo, Lazio), in un unico grande proietto di circa 40 kg, ben vacuolato e fresco alla frattura, in occasione di una campagna di ricerca effettuata da Roberto Allori e Giancarlo Pierini nel 1997. Così come si usa fare solitamente, il proietto venne diviso in due parti e appena a casa (Giancarlo era ospite di Roberto) alcuni pezzetti vennero subito attentamente valutati al microscopio binoculare. La prima cosa che colpì i due osservatori fu una bella fase del gruppo della cancrinite, bianca e lucente, associata a una presunta “hellandite” dalla strana forma a pennello. La fase cancrinitica venne immediatamente ritenuta afghanite (successive analisi ne dettero conferma), mentre per gli strani “pennelli” e i microcristalli incolori non rimaneva che cercare soluzioni per le indagini analitiche del caso. Al ritorno nella sua Varese, Giancarlo passò alcuni campioni all’amico Pietro Gorini e, insieme, iniziarono a sottoporre materiale a diversi istituti universitari per le analisi del caso. Genova e Pavia vi identificarono in un primo tempo l‘homilite (Pierini, 2004); ancora Pavia (Athos Callegari e Massimo Boiocchi) identificò nella piergorite-(Ce) i “pennelli” e altri cristalli presenti nei diversi campioni esaminati. Tutte le indagini necessarie furono esperite nel corso del 2004 e la proposta come nuova specie venne presentata all’IMA a inizio dell’anno successivo (rif. 2005-008) e approvata.