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Paolo Martinotti

Autore: il titolare del profilo

Paolo Martinotti è nato a Milano il 25 maggio del 1945. Frequenta un istituto tecnico per la Ragioneria e per il Turismo e quindi l’Università Bocconi di Milano dove consegue la laurea in economia e commercio.Il suo curriculum di studi non abbraccia mai materie scientifiche e tantomeno la mineralogia.

Tuttavia la passione per “le cose che brillano” appare evidente sin dalla tenera età come risulta dagli episodi riportati dai genitori quando all’asilo la maestra trova nel suo grembiulino una spilla della mamma con brillanti . Qualche anno dopo ,come era abitudine in quell’epoca, si trova con gli amici a giocare per strada ; uno dei giochi era esplorare le rovine di case e opifici bombardati di cui Milano era piena. Qui trova dei residui di fusione metallici molto lucenti e torna nello stesso posto a scavare mettendo insieme una collezione di questi strani minerali .

Ma è dopo i 15 anni, quando uno zio tornando da un viaggio in Svizzera gli porta in dono un piccolo gruppo di cristalli di quarzo ialino, che la passione per i veri minerali ed i cristalli si palesa. Con l’aiuto del padre entra in contatto con un collezionista e su sua indicazione si associa al Gruppo Mineralogico Lombardo( una quarantina gli associati allora).

Cominciano così le prime riunioni al Museo di scienze naturali con Vincenzo De Michele, le gite di ricerca sia in piccoli gruppi che singolarmente e le giornate di scambio organizzate dal Gruppo. La filosofia era cercare, trovare , scambiare; la compravendita era considerata una pratica da evitare !

Le località più frequenti di ricerca erano quelle lombarde classiche (Selvino,Piona, Cuasso,Bisuschio,Zogno e altre minori) ed alcune piemontesi (Baveno, Beura,Formazza,Antronapiana e Val d’Ossola). Le gite sconfinavano anche in Svizzera (Canton Ticino, Vallese, Gottardo, Binntal) e, in una indimenticabile escursione del Gruppo, in Sardegna. Quando ancora il sito di Bellecombe non era stato scoperto si cercava a valle idrozincite, vesuviane ,apatiti ed epidoti nei massi che venivano spostati per la costruzione dell’ autostrada per Aosta.

Memorabile anche un bel ritrovamento di granati al Faiallo dove sotto una pioggia incessante ci si alternava con tre salesiani nell’estrarre da un buco le hessoniti!

Quando si reca a Londra per gli studi di inglese passa le giornate libere al Museo di scienze naturali a studiare ed ammirare le collezioni esposte e riesce anche a fare qualche scambio col museo grazie ai ritrovamenti di solfosali nella cava di Lengenbach nella valle di Binn in Svizzera.

 Intorno ai 22 anni l’impegno universitario, il servizio militare ed il matrimonio poi allontanano Paolo dalla ricerca e dal Gruppo per cui la collezione viene abbandonata e chiusa nelle scatole.

Solo molti anni dopo, ma siamo ormai intorno al 1995, riprende piano piano l’interesse per i minerali frequentando qualche mostra e qualche collezionista con cui effettua scambi e acquisti .

Si rende ben presto conto che il mondo che conosceva è cambiato: dall’estero arrivano sui banchi delle mostre i più svariati e meravigliosi minerali, molti dei quali irraggiungibili o inesistenti negli anni sessanta. I collezionisti ed i commercianti sono cresciuti in numero esponenziale e la ricerca di qualità ed estetica nei campioni ha fatto lievitare i prezzi.

Di conseguenza nei primi anni del duemila pensa di circoscrivere la collezione concentrandola su un unico minerale: il quarzo, in tutte le sue forme, colori, provenienze. Una scelta determinata anche dal fatto che già possedeva un nucleo di campioni di discreta qualità da cui iniziare e ovviamente dal fatto che questo minerale lo aveva sempre affascinato.

All’interno della collezione la preferenza va sui quarzi italiani delle località classiche tuttavia quelli più estetici e colorati provengono dalla Russia ,dal Madagascar, dal Brasile, dagli U.S.A. e negli ultimi anni soprattutto dalla Cina.

Dopo quindici anni di raccolta di quarzi frequentando le principali mostre europee e italiane la parola “circoscrivere” ha perso molto del suo senso dato che la collezione annovera ormai circa ottocento campioni di dimensioni varie ma mediamente di dimensione “cabinet”/”large cabinet”. Il tutto occupa l’intero spazio disponibile di cinque vetrine e di una cassettiera.

Oggi a chi visita la sua collezione Paolo ci tiene a far notare che il campione col N.1 è ancora il piccolo gruppo di quarzi (5 per 5 cm. con cristalli anche un po’ sbeccati) che lo zio gli regalò quando aveva 15 anni.