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Michele Castagneri

Autore: Mario Caiolo

Da articolo <I cercatori di cristalli delle valli di Lanzo> di Mario Caiolo, pubblicato sul notiziario Barmes n°42 delluglio 2014

A Balme si ricorda Antonio Castagneri “Lentch” (1869-1926), detto “Tunin dou Magister”, che scoperse il giacimento della Testa Ciarva e quello dell’Alpe Saulera, entrambi al Pian della Mussa, da dove uscirono i migliori campioni di granato dell’intera vallata.

Molte volte veniva, e viene tuttora, confuso con il più famoso Antonio Castagneri “Touni”, (1845- 1890) detto “Toni di Touni” che probabilmente anche lui raccoglieva i granati per arrotondare il bilancio, ma si dedicava principalmente al mestiere di guida alpina.

Il figlio di Antonio Castagneri “Lentch”, Michele Castagneri (1910-1979), detto “Mimì”, continuò nell’attività del padre, allestendo una notevole collezione, e lavorando per alcuni anni con un permesso di ricerca sul famoso giacimento della Testa Ciarva nel periodo compreso tra gli anni 70 e 80 del 1900. Il permesso di ricerca venne trasformato in concessione mineraria, quindi il giacimento della Ciarva divenne all’epoca una miniera; infatti i granati sono considerati pietre semipreziose e nella nostra legislazione mineraria si estraggono in miniera.

Scaduta la concessione e successivamente non più rinnovata, l’area interessata dai lavori ritorna allo stato e in questo caso la Ciarva ha perso le sue caratteristiche di miniera, ma non la sua fama.

Su questi giacimenti del Pian della Mussa si avvicendarono studiosi di grande fama, accompagnati dai Castagneri, come Struver, Bonvoisin, La Valle, Barelli e molti altri; essi studiarono i giacimenti e le loro mineralizzazioni creando così una ricchissima letteratura che tra il 1800 e il 1900 rese famosa nel mondo questa valle.