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Lazzaro Spallanzani

Autore: Biografie Treccani

Da Archivio Biografie Treccani - foto da Wikipedia

Biologo e vulcanologo. (Scandiano 1729 - Pavia 1799). Dopo aver frequentato il collegio dei gesuiti di Reggio nell'Emilia, nel 1749 si trasferì a Bologna per studiare giurisprudenza. Qui entrò in contatto con L. Bassi e A. Vallisnieri il giovane, i quali lo incoraggiarono ad assecondare la sua naturale inclinazione verso le discipline scientifiche. Cinque anni dopo, addottoratosi in filosofia e abbracciato la stato ecclesiastico, venne nominato professore di logica, metafisica e greco presso l'università di Modena (1755-69). In questo periodo compì studî approfonditi in matematica, astronomia, geologia, zoologia e biologia, confermò le ipotesi di A. Vallisnieri sull'origine delle acque minerali e, con il microscopio, controllò sperimentalmente le osservazioni di J. Needham sulla generazione spontanea. Convinto sostenitore dell'ovismo, combattè la teoria della generazione spontanea e le teorie sulle molecole organiche di Buffon. Messo a punto un metodo efficace per la sterilizzazione degli Infusorî, nel 1765, nel Saggio di osservazioni microscopiche, dichiarò che la generazione spontanea è una chimera. Del 1768 è il Prodromo di un'opera da imprimersi sopra la riproduzione degli animali, e del 1782-84 sono i Resultati di esperienze sopra la riproduzione della testa nelle lumache terrestri, con cui diffuse le sue osservazioni sull'autoriproduzione di organi mutili nelle salamandre, lumache, rane ed altri animali. Intanto, nell'Azione del cuore nei vasi (1768), opera dedicata ad A. Haller, grazie al quale venne ammesso nella Società scientifica di Gottinga, aveva potuto dimostrare che esiste un rapporto costante tra velocità del sangue e ampiezza dei vasi. Chiamato all'università di Pavia a ricoprire la cattedra di storia naturale, si dedicò dal 1769 all'arricchimento del Museo di storia naturale di quella città, il quale, grazie alle sue cure, diventò uno dei più rinomati musei italiani. Nel 1773 dette alle stampe un trattato sulla circolazione del sangue (Dei fenomeni della circolazione), e nel 1776 gli Opuscoli di fisica animale e vegetabile, una raccolta di osservazioni sulla digestione in diversi animali. La digestione vi è vista come un processo di scomposizione chimica operata dai succhi gastrici dotati altresì di una funzione antisettica. Nella seconda parte dell'opera S. descrive gli organi della riproduzione, le forme di generazione in diversi animali e piante ed espone le sue scoperte sull'inseminazione artificiale. Tra il 1780 e il 1785 effettuò numerose spedizioni scientifiche in Istria, a Genova, Chioggia e Marsiglia allo scopo di acquisire reperti biologici marini per il museo pavese e per studiare la biologia marina. Nel 1785 poi, dopo aver visitato la Turchia, si recò nelle Cicladi e sul Bosforo per studiare la fauna marina, effettuare rilevamenti, visitare miniere, raccogliere reperti geologici. Nel 1788 effettuò una spedizione scientifica nell'Italia meridionale, ove approfondì i suoi interessi vulcanologici; in seguito eseguì osservazioni e rilevamenti nella laguna di Orbetello, nell'Appennino modenese, a Comacchio e nella laguna veneta. La relazione di questi viaggi fu pubblicata nel 1792 in un'opera in cinque volumi con il titolo Viaggi alle due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino. Nel 1794, in seguito a una serie di osservazioni sugli organi sensoriali dei pipistrelli, arrivò a ipotizzare in questi animali l'esistenza di un sesto senso. Dedicò gli ultimi anni della sua vita allo studio della chimica e, contrariamente a quanto ritenuto da J. Göttling, arrivò a stabilire che la luminosità del fosforo è dovuta alla sua reazione con l'ossigeno e non già con l'azoto. Studiò pure la fisiologia della respirazione e dimostrò sperimentalmente che la chimica della respirazione consiste nell'immissione di ossigeno e nell'emissione di anidride carbonica. S. godette, vivente, di enorme prestigio, ebbe grandi riconoscimenti internazionali, fu socio di molte accademie e società scientifiche nonché corrispondente e amico di numerosi scienziati del suo tempo, tra cui Ch. Bonnet e A. Haller.