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Giuseppe Rondolini

Autore: Germana Rondolini

Biografia redatta con la collaborazione di Claudio Albertini.

Giuseppe Rondolini (Villadossola 18/12/1920 – Cigliano 05/11/1989)

Giuseppe Rondolini nacque a Villadossola in una famiglia in cui molto vivi erano gli interessi per le Scienze Naturali. Il padre Giovanni, storico Medico condotto nelle valli ossolane (a lui è dedicata la sede del CAI di Villadossola) era un appassionato bibliofilo, un botanico competente e un attivo escursionista. Il fratello Luigi (1909-2008), medico condotto a Quarna per moltissimi anni, si interessò attivamente di Botanica, di Ornitologia e di Erpetologia. Il fratello Germano (20/08/1910 – 22/07/1939), laureato in Medicina presso l’Università di Torino e prematuramente scomparso, fu l’iniziatore della raccolta di minerali poi da GIuseppe continuata; tale collezione, dapprima conservata nella casa di Pallanzeno , fu poi trasferita definitivamente – con alcuni inevitabili danni - nella casa paterna di Villadossola, dove fino all’ultimo giorno è vissuta l’affezionatissima sorella Teresa (1913 – 1997).

Giuseppe Rondolini, terminato il liceo presso il prestigioso Istituto Rosmini di Domodossola, si iscrisse al Corso di Laurea in Scienze Naturali presso l’Università di Torino, ma ben presto gli eventi lo costrinsero a lasciare gli studi universitari. Ciononostante, grazie alle competenze mineralogiche acquisite sul terreno, già dal 1943 iniziò la sua attività di ricerche minerarie in tutta Italia. Nel 1943-45 fu attivo in località Mondei (Montescheno, Ossola); fu poi assunto dalla Montecatini (in seguito Montedison) e iniziò una serie di prospezioni, all’epoca molto intense, in vari territori d’Italia e pure all’estero (Tunisia). Nel 1950-51 fu a Pergine Valsugana e nel massiccio della Bisalta (Peveragno, Cuneo), nel 1952 a Pazzano (Catanzaro), nel 1954 ad Acquaformosa (Catanzaro), nel 1956 nelle Valli del Pasubio e successivamente nel massiccio della Presolana (Bergamo), nel 1964 a Libiola (Sestri Levante), nel 1965 a Piedimonte D’Alife (Caserta), nel 1968 a Crotone, nel 1969 a Scarlino (Grosseto), nel 1970 a Montiglio d’Asti.

Poi si trasferì definitivamente in Piemonte, a Gattinara, dove lavorò per l’ACDAL, una ditta di estrazione che operava a Lozzolo, fino al pensionamento nel 1980.

Negli anni successivi si trasferì a Cigliano (Vercelli), dove rimase fino alla data della morte. Qui, finalmente libero da impegni lavorativi, poté dedicarsi a tempo pieno pure alla mai abbandonata passione per l’Entomologia, con escursioni particolarmente frequenti in Piemonte e in Trentino ma pure più lontano, nei Pirenei francesi, sempre accompagnato dalla moglie Liliana, al suo fianco fin dai tempi dell’Università. Tali ricerche furono coronate da interessanti scoperte, in parte pubblicate. Gran parte della sua collezione di Coleotteri e Lepidotteri è conservata presso il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.

Un interessante articolo in cui si parla di Germano Rondolini è stato  pubblicato su La Stampa, ed è consultabile al link:

http://www.lastampa.it/2013/01/02/edizioni/verbania/quel-giovane-medico-ossolano-nel-cuore-di-rita-levi-montalcini-nVkw2XBaL35qe6WLokwRSI/pagina.html


Giuseppe Rondolini in una foto di fine anni '70 label di un campione della collezione Rondolini label di un campione della collezione Rondolini label di un campione della collezione Rondolini Germano Rondolini, iniziatore della collezione ripresa dal fratello Giuseppe Giuseppe Rondolini nelle faggete del Carabus Olympiae