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Giuseppe Raimondo Pio Cesaro

Autore: Delmastro A., Gallo L. M., Pistarino A., Tomalino M. U.

Giuseppe Raimondo Pio CESARO  (1849 - 1939) 

Mineralogista e cristallografo italiano. Nato a Napoli, nell’allora Regno delle Due Sicilie, giunse in Belgio nel 1865 per frequentare i corsi di ingegneria mineraria all’Ecole des Mines di Liegi. Ma le avverse condizioni economiche della famiglia e di salute sue personali, gli impedirono la prosecuzione degli studi intrapresi. Per mantenersi decise di dare lezione private di matematica, di fisica e di chimica, e dopo più di quindici anni di tale vita, in cui tuttavia riuscì a seguire i corsi universitari di mineralogia e di cristallografia ed a pubblicare, da autodidatta, alcuni pregevolissimi lavori scientifici sugli Annales de la Société de Belgique, finalmente, nel 1891, ottenne l’incarico di mineralogia e di cristallografia presso la sua università, nonostante la mancanza di un adeguato titolo di studio. Aveva già ottenuto nel 1888 la cittadinanza belga e con la sua nomina a docente ebbe così inizio una brillantissima carriera accademica, circa trentennale. Buon amico di Re Alberto I del Belgio e, prima della sua ascesa al trono, docente privato del giovane principe Leopoldo III, fu uno straordinario cultore delle varie discipline mineralogiche, descrivendo per la prima volta numerose nuove specie come la cornetite, la fraipontite, la koninckite e la richellite. Scienziato di sicuro talento, fu anche un più che abile pianista, dotato di un’ottima voce da tenore. 

In suo onore (ved. immagine) venne denominata la specie CESAROLITE (Pb(Mn4+)3O6(OH)2) (1920)  .


Da biografie Treccani

di Antonio Sinicolfi

CESARO, Giuseppe Raimondo Pio. - Nacque a Napoli il 6 sett. 1849 da Luigi e Fortunata Nunziante e si formò scientificamente all'Ecole des mines di Liegi dove il padre, proprietario di una tenuta agricola a Torre del Greco, l'aveva inviato nel 1865 a studiare ingegneria. A Liegi lo raggiunse il fratello Ernesto che diverrà un celebre matematico. Il C. abbandonò gli studi di ingegneria al terzo anno di corso, anche in seguito a sopravvenute difficoltà economiche, e si dedicò, seguendo un'inclinazione che aveva manifestato sin dalla prima giovinezza, allo studio dei minerali. Dopo aver studiato in un primo periodo da autodidatta, il C. entrò in contatto con il prof. G. Dewalque dell'università di Liegi, che lo aiutò a completare la sua formazione di mineralogista e lo introdusse nell'ambiente accademico.

Importanti lavori sui cristalli di calcite del Belgio dettero al C. la notorietà nella comunità scientifica internazionale; il cristallografo G. von Rath dell'università di Bonn si interessò a tali ricerche e lo invitò a continuare. Quando, nel 1891, Dewalque abbandonò l'incarico dei corsi di cristallografia e mineralogia presso l'università di Liegi, propose il C. per la sua successione. Il C. sarà poi nominato direttore del Museo di mineralogia di Liegi e, nel 1919, professore emerito. A Liegi egli svolse la gran parte della sua attività scientifica; compì anche numerosi viaggi a Napoli sia per motivi familiari sia allo scopo di studiare gli interessanti minerali vesuviani. Durante la prima guerra mondiale fu in Inghilterra e trascorse un periodo a Oxford dove, su invito di re Alberto del Belgio, tenne delle lezioni al principe Leopoldo.

Morì il 20 genn. 1939 a Comblain au Pont (Liegi), dove si era ritirato nell'ultimo periodo della sua vita.

Il C. pubblicò un gran numero di articoli scientifici a partire dal 1883; dette alle stampe duecentottantasette articoli dal 1883 al 1938: ben sessanta tra il 1888 e il 1890, periodo della sua massima attività di ricerca. Fu membro di istituzioni culturali internazionali e vincitore di numerosi premi scientifici. Nel 1894 venne eletto membro corrispondente dell'Accademia reale del Belgio, nel 1906 membro titolare, nel 1921 presidente. Fu poi per cinque anni presidente della Società geologica del Belgio, e anche membro corrispondente dell'Istituto di Francia, membro dell'Accademia dei Lincei e dell'Accademia Pontaniana. Nel 1915 fu insignito a Parigi dell'importante premio Gegner per i suoi studi di cristallografia descrittiva e per le ricerche teoriche di cristallografia geometrica e ottica.

L'opera scientifica del C. risente della formazione di autodidatta; egli trae spunti e idee per i suoi studi non tanto dalle ricerche degli scienziati suoi contemporanei, quanto direttamente dai testi classici di mineralogia e cristallografia e dall'osservazione sperimentale dei minerali. I suoi articoli, anche quando trattano argomenti già studiati da altri mineralogisti, sono caratterizzati da una chiara motivazione della ricerca, spesso volta a fini pratici, e da una grande semplicità e rigore nell'argomentazione. Da rilevare la sua profonda conoscenza di matematica (egli è autore di articoli di matematica pura, tra cui in particolare Sur la courbe de Viviani, in Rendiconti d. R. Accademia dei Lincei, classe di scienze fisiche, matematiche e naturali, s.6, VII [1928], pp. 599-610), e anche di fisica e di chimica, che viene applicata, con interessanti risultati, allo studio dei minerali. Particolarmente originale è la sua applicazione del calcolo delle probabilità alle ricerche di petrografia tendenti a determinare la probabilità con la quale una sezione qualsiasi di un minerale può dare un dato fenomeno ottico.

I contenuti delle ricerche di mineralogista del C. sono vari; egli descrive per la prima volta cinque minerali: la richellite, la koninckite, la valleite, la cornetite, la fraipontite. Egli è, comunque, soprattutto un cristallografo: compie un fondamentale lavoro di sistemazione, spiegazione scientifica e semplificazione delle tecniche di osservazione della struttura dei cristalli. Partendo dall'esame dei cristalli naturali, elabora nuovi metodi, nello studio della morfologia dei cristalli, per determinare costanti fisiche o simmetrie matematiche che siano in grado di risolvere le forme complicate in elementi semplici (cfr., ad es., Sur une méthode simple pour chercher la variation de l'angle d'extinction dans les différentes faces d'une même zone. Application à la zone verticale de l'axinite, in Mémoires couronnés... publiés par l'Academie Royale de Belgique, LIV [1896], pp. 1-26). Importanti sono le sue ricerche sui cristalli romboedrici e sui cristalli di calcite; i suoi studi sui poliedri cristallini sono di basilare importanza per lo sviluppo della cristallografia geometrica (cfr. ad es. Des polyèdres qui peuvent occuper dans l'espace plusieurs positions identiques en apparence,ibid., LIII [1893-94], pp. 1-34).

Bibl.: Annuaire de l'Acad. de la Belgique, CVIII (1942), pp. 35-98: contiene una biografia del C. e l'elenco completo delle sue pubblicaz.; cfr. inoltre Biographie nat. ... de Belgique, XXX, Suppl. II, coll.275-79; J. C. Poggendorff, Biogr.-lit. Handwörterbuch zur Gesch. d. exaktenWissenschaften, IV, pp. 234 s.; V, p. 211; VI, pp. 420 s.;VII b, p. 759.



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