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Giorgio Spezia

Autore: Germano Rigault - Accademia delle Scienze di Torino

(Dal sito dell’Accademia delle Scienze di Torino, a cura di Germano Rigault, del 18/01/2005).

Nato a Piedimulera (VaI d'Ossola) nel 1842, conseguì la laurea di ingegneria presso la Scuola di Applicazione per gli Ingegneri di Torino nel 1867. Dopo tre anni di tirocinio presso l'Istituto di Mineralogia di questa Scuola sotto la guida dello Struver, si recò in Germania dove per tre anni frequentò corsi vari a Gottinga e a Berlino.

Al rientro, nel 1873, divenne assistente alla cattedra di Mineralogia dell'Università di Torino, tenuta dal Sismonda. Alla morte di questi, nel 1878, Spezia ne prese il posto che tenne fino alla morte (1912).

Ed è proprio nel campo di ricerche legate alla minerosintesi che si afferma Giorgio Spezia.   Durante il periodo in cui fu Direttore dell'Istituto di Mineralogia ne riordinò l'annesso museo e allestì i laboratori di supporto alla ricerca che ebbe carattere essenzialmente sperimentale. Nell'ambito delle sue ricerche, Spezia ideò e realizzò infatti molte apparecchiature originali delle quali ci resta uno dei due apparati per la sintesi idrotermale di cristalli di quarzo. Le pubblicazioni essenziali che illustrano il conseguimento del primo successo in questo campo nella storia della Mineralogia uscirono sugli Atti della Accademia delle Scienze di Torino (1904-06), di cui Spezia fu Socio dal 1884.

Tale successo fu il coronamento di sforzi iniziati da Spezia nel 1895 nell'intento di comprendere sempre più a fondo i meccanismi chimici e fisici che presiedono alla formazione dei minerali in natura. Il metodo proposto dallo Spezia per la sintesi idrotermale del quarzo consisteva nel creare un gradiente di temperatura in una soluzione di silicato di sodio contenuta in un recipiente d'acciaio tale da sopportare temperature e pressioni relativamente alte; nella zona calda avveniva la dissoluzione di frammenti di quarzo posti in un cestello e in quella fredda si verificava la crescita del monocristallo di quarzo.

Non va dimenticato che il metodo inventato da Spezia venne riscoperto alcuni decenni dopo ed è quello attualmente usato per la sintesi dei cristalli di quarzo utilizzati nelle moderne tecnologie elettroniche