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Giorgio Santi

Autore: Wikipedia

In suo onore è stata denominata la specie Santite (KB5O6(OH)4 · 2H2O).

(Pienza, 1746 – Pienza, 30 dicembre 1822) è stato un naturalista, chimico, botanico, viaggiatore, geologo e zoologo italiano.

Fu Professore di Scienze naturali a Pisa dal 1782 al 1822 Direttore del Museo di Storia Naturale e Prefetto dell'orto botanico di Pisa dal 1782 al 1814.

Nato a Pienza nel 1746 dal giurista pientino Rutilio Santi e da Fillide Mattei di Chiusdino, si laureò in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Siena. Fece "pratica" a Firenze presso l'Ospedale di Santa Maria Nuova, vinse la Borsa di Studio Alunnato Biringucci a Siena e grazie ad esso si trasferì in Francia nel 1773 studiando a Montpellier e a Parigi, dove conobbe Buffon, Lavoisier e altri celebri scienziati del tempo. Nel 1782 tornò a Firenze dove il Granduca Pietro Leopoldo gli conferì l'incarico di Professore a Pisa con l'istituzione di una nuova cattedra di Scienze Naturali e Chimica. La sua residenza a Pisa era all'interno dell'Orto Botanico ma visse con la moglie Anna Simonelli (sposata nel 1790) a Pienza, dove mori il 30 dicembre 1822. Durante le "ferie universitarie" si dedicò allo studio "sul campo" degli aspetti naturalistici della sua terra, in particolare del territorio oggi corrispondente alle provincie di Siena e Grosseto, compilando interessanti resoconti dei viaggi, pubblicati a più riprese tra il 1795 e il 1806 (tre tomi). Fu uno dei padri fondatori della Geologia come scienza autonoma e si prodigò per la diffusione e l'adozione delle nuove teorie chimiche in ambito universitario. Fu in stretto rapporto con Spallanzani, Giovanni Fabbroni, Gaetano Savi, e tantissimi altri scienziati e accademici dell'epoca. Le minute delle sue lettere e gli originali ricevuti dai suoi corrispondenti sono conservati a Siena presso la Biblioteca Comunale (BCS). Nell'orazione funebre pubblicata a Pisa nel Giornale de Letterati si legge: "scrisse molto ma poco pubblicò".