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G.B. Agostino Codazzi

Autore: Delmastro A., Gallo L. M., Pistarino A., Tomalino M. U.

In suo onore venne denominata la specie Codazzite, successivamente rinominata Dolomite.

Ufficiale del genio, ingegnere di artiglieria, geografo e cartografo militare italiano. Giovanissimo partecipò a varie battaglie delle Guerre napoleoniche nell'esercito italiano. Dopo il 1815 si imbarcò per l'Oriente, raggiunse Costantinopoli, facendo vari lavori, poi viaggiò per l'Europa e quindi salpò alla volta dell'America meridionale, partecipando per tre anni alle guerre di indipendenza promosse da Simón Bolivar. Tornò in Italia nel 1823, ma dopo tre anni decise di ritornare nell'America latina. In Colombia fu nominato colonnello e gli venne affidata la riorganizzazione militare del territorio, e, nel 1829, la misurazione topografica e la compilazione della carta geografica dello Stato di Zulia, nella Repubblica del Venezuela. Entrò successivamente nello Stato Maggiore dell'esercito venezuelano con l'incarico di compilare un repertorio statistico ed un atlante di tutte le province venezuelane. Nel 1847, scoppiata in Venezuela una guerra civile, si rifugiò con la famiglia a Santa Fé di Bogotá, in Colombia, dove fu nominato ispettore del collegio militare cittadino con il grado di luogotenente colonnello. Venne incaricato anche di realizzare un lavoro geografico-statistico simile a quello fatto in Venezuela, e vi lavorò dal 1850 al 1854, quando, essendo scoppiata anche in questo paese una guerra civile, venne nominato capo di Stato Maggiore. Alla fine della guerra, ritornò ai suoi lavori scientifici e, nel 1858, presentò al governo le mappe corografiche di tutte le province della Nuova Granada. Alla sua morte, per intervento del governo venezuelano, le sue spoglie furono trasferite nel Pantheon di Caracas, dove attualmente riposano assieme a quelle di Simón Bolivar. Tra le opere cartografiche che gli diedero maggior fama vi sono l'Atlas fisico y político de la República de Venezuela, del 1840, ed il Resúmen de la geografía de Venezuela, stampato a Parigi nel 1841. Avviò anche una descrizione geografica della Colombia, rimasta incompiuta a causa della sua morte improvvisa e, negli stessi anni, venne incaricato di occuparsi di un problema che interessava particolarmente Francia, Inghilterra e Stati Uniti: l'apertura di un canale interoceanico fra l'Atlantico ed il Pacifico. In base alle sue osservazioni arrivò alla conclusione che solo nella zona della provincia di Panama, si sarebbe potuto realizzare il progetto. La specie gli fu dedicata dal nipote Ricardo Lleras Codazzi, ingegnere minerario, mineralogista, geologo e gemmologo colombiano.