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Domenico Lovisato

Autore: Antonio Gamboni

Dall’articolo di Antonio Gamboni pubblicato sulla RMI – 4/2016

Domenico Lovisato nacque a Isola d’Istria il 12 Agosto 1842 e scomparve a Cagliari il 23 febbraio 1916, dopo 32 anni di insegnamento da Professore Ordinario di Geologia e Mineralogia.

Attivo irredentista in gioventù, fu costretto all’esilio dalle autorità austriache, partecipò alla Terza Guerra d’Indipendenza con i volontari garibaldini e combattè in Trentino diventando amico e consigliere di Giuseppe Garibaldi.

Si laureò a Padova nel 1867 e collaborò come assistente fino al 1869, anno in cui venne abilitato all’insegnamento di Matematica e Fisica nelle scuole superiori. Durante il suo primo incarico come professore al Liceo di Sondrio si avvicinò alle Scienze della Terra e, in particolare, alla geologia.

Al periodo trascorso in Valtellina risale il discorso che Lovisato pronunciò nel 1874 in commemorazione del geologo Leopoldo Pilla, nel quale, secondo alcuni studiosi, sarebbe contenuta un’intuizione sulla deriva dei continenti, la cui teoria sarà formulata quarant’anni più tardi da Alfred Wegener. Nello stesso anno arrivò per la prima volta a Sassari.

Dopo vari trasferimenti, Lovisato giunse nel 1876 in Calabria. Le ricerche geologiche e paleontologiche compiute in questa regione gli valsero, nel 1879, la nomina a professore straordinario di Mineralogia all’Università di Sassari.

Tra il 1881 ed il 1882 fu responsabile scientifico della missione esplorativa in Patagonia e Terra del Fuoco.

Nel 1884 otteneva la cattedra di Geologia e Mineralogia presso l’Ateneo di Cagliari, primo professore ordinario stabile a insegnare Scienze della Terra.

Personalità di spicco della vita cittadina e isolana, si battè anche in ambito politico e civile. I suoi studi furono pubblicati dall’Accademia dei Lincei ed ebbe relazioni scientifiche con i principali esperti dell’epoca. Proseguì le ricerche pionieristiche di Alberto Ferrero della Marmora di cui diventò l’erede accademico e scientifico.

A Domenico Lovisato sono dedicati una via del capoluogo isolano e il Museo Sardo di Geologia e Paleontologia dell’Università di Cagliari. Grazie all’amicizia con Giuseppe Garibaldi e alla presenza nell’isola di La Maddalena delle rinomate cave di Cala Francese, una buona della storia umana e professionale di Domenico Lovisato è legata senza dubbio all’arcipelago maddalenino.

Tra le sue numerose opere vale la pena ricorda, soprattutto per gli amici collezionisti, lo scritto pubblicato in una memoria della Reale Accademia dei Lincei (1913) sulle “specie minerali finora trovate nelle granuliti di Cala Francese, all’isola Maddalena”. Nel lavoro Domenico Lovisato descrive oltre ai componenti essenziali del granito (quarzo, feldspato e miche) ben 32 specie minerali accessorie. L’accurata descrizione di ciascun minerale, identificato non senza difficoltà, considerati gli strumenti analitici dell’epoca, ha suscitato l’interesse di studiosi e collezionisti che, grazie anche al prezioso lavoro certosino dello scenziato, hanno avuto la possibilità di rinvenire le specie descritte ed implementare il loro numero (circa un centinaio),facendo si che Cala Francese diventasse con il tempo una delle tante ed importanti “località classiche” italiane di interesse mineralogico.