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Ciro Andreatta

Autore: cv o biografia da internet

Dal sito del comune di Pergine

http://www.comune.pergine.tn.it/andreatta-ciro-2676

 23 gennaio 1906 - Nasce a Pergine, primogenito di Cesare e Giuseppina Huez, commercianti in generi misti nel quartiere del “Marcadel” (via Cesare Battisti).

 1927 - E' rilevatore per conto del Magistrato delle acque per la carta geologica delle Tre Venezie.

 28 giugno 1928 -Completati gli studi tecnici a Rovereto e superata la maturità scientifica, si laurea brillantemente in Scienze naturali presso l’Università degli Studi di Padova con una tesi sulle arsenopiriti dei giacimenti di Nogaré, Calceranica e Caldonazzo e su un caratteristico filone di porfirite del Lagorai, poi pubblicata nella rivista “Studi trentini di scienze naturali”.

 1929 - Sotto la guida del professor Angelo Bianchi si perfeziona in Mineralogia presso l’Università di Padova.

E' conservatore di petrografia del Museo di storia naturale della Venezia tridentina di Trento.

 1930 - Scopre una nuova specie mineralogica, il solfato esaidrato di ferro e zinco, denominata “bianchite” in onore del suo professore. Per incarico dell’Ufficio Idrografico del Magistrato alle Acque di Venezia inizia il rilevamento sistematico del gruppo dell’Ortles.

 1930-1936 - E’ assistente del professor Angelo Bianchi presso l’Università di Padova.

 1932 - Ottiene dalla Regia Accademia d’Italia una borsa di studio per l’estero allo scopo di perfezionarsi in petrografia strutturale e petrotettonica a Innsbruck presso il professor Bruno Sander.

Nello stesso anno riceve l’abilitazione alla libera docenza in mineralogia.

 1935 - A soli 29 anni è tra i vincitori del concorso per la Cattedra di mineralogia dell’Università di Messina.

 1936-1937 -Insegna presso l’Università di Messina.

 1 novembre 1938- Viene chiamato presso la Facoltà di Scienze dell’Università di Bologna a ricoprire la Cattedra di mineralogia e a dirigere l’omonimo Istituto.

 1948 -segg. - E’ nominato socio corrispondente con l’Accademia Nazionale dei Lincei.

In seguito fu anche socio benedettino dell’Accademia delle Scienze di Bologna, socio corrispondente dell’Accademia delle Scienze di Vienna, corrispondente della Geological Society of America, “fellow” dell’American Mineralogical Society, socio della Società Mineralogica Italiana, dell’Accademia Roveretana degli Agiati, della Deutsche Mineralogische Gesellschaft, della Società di Mineralogia e Petrografia svizzera. e londinese.

Fu delegato per l’Italia nella commissione “New Minerals” della International Mineralogical Association.

Fonda e dirige a Bologna la rivista “Acta Geologica Alpina”, particolarmente dedicata a contributi di petrografia, mineralogia e geochimica. Alla sua morte la rivista proseguirà sotto il titolo “Mineralogica et Petrographica Acta”.

 1951 - L’Accademia Nazionale dei Lincei gli conferisce il Premio nazionale per le scienze geologiche e mineralogiche.

 1955 - Il Consiglio Nazionale delle Ricerche crea per lui presso l’Università di Bologna il “Centro di Studi per la Petrotettonica”.

 1955-1957 - Presiede la Società Mineralogica Italiana, organizzando i congressi di Bologna-Trieste (1955), di Trento-Gruppo dell’Ortles (1956) e di Bologna (1957).

 1956 - Dirige il “Centro di Studio dell’Università di Bologna in Trento” per lo sviluppo di attività culturali a finalità naturalistiche, economiche, storiche e regionali.

 1956-1959 - Su commissione della Regione Autonoma Sardegna guida un gruppo di lavoro impegnato nel rilevamento geologico-petrografico dei graniti ercinici e del basamento metamorfico di un’ampia area della Sardegna centro-settentrionale, compresa nei fogli Ozieri e Tempio Pausania della Carta Geologica d’Italia in scala 1:100.000.

 1958 - Dirige la Scuola di Specializzazione in Discipline geologiche-minerarie presso la Facoltà di Ingegneria di Bologna.

 1959 - Pochi mesi prima della sua scomparsa viene eletto Preside della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali di Bologna.

 6 febbraio 1960 - Muore a Bologna e la sua salma viene tumulata nel cimitero di Pergine Valsugana.

Bibliografia:

 Giuliana Campestrin (a cura di), Ciro Andreatta geologo (1906-1960), Pergine Valsugana (Trento) 2004.

 Gauro Coppola, Antonio Passerini, Gianfranco Zandonati, (a cura di), Un secolo di vita dell'Accademia degli Agiati (1901-2000), volume 2, Rovereto (Trento) 2003, pp. 34-35.




Geologo, petrografo e mineralogista italiano. Fu professore di mineralogia a Messina nel 1936 ed a Bologna dal 1938. Svolse la sua attività principalmente nel campo della petrografia e della geologia, compiendo ricerche nel Trentino orientale e nel massiccio dell'Ortles. Per primo introdusse in Italia i metodi di ricerca della petrografia strutturale, ed i risultati dei suoi studi sulle regole di orientazione di diversi minerali (tormalina, quarzo, cianite, anidrite, plagioclasi) nelle rocce sottoposte ad eventi tettonici compaiono in vari trattati di petrografia adottati in tutto il mondo. Dal 1948 fu socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei e, dal 1955 al 1957, fu presidente della Società Mineralogica Italiana. Autore di oltre un centinaio di testi ed articoli scientifici, scoprì e descrisse la bianchite, un solfato di ferro e zinco rinvenuto nella miniera di Raibl (Tarvisio, Udine).