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Celso Capacci

Ingegnere minerario – Firenze, 15 gennaio 1854 – 3 gennaio 1929. Compie studi regolari e nel 1874 si diploma come Perito Meccanico costruttore presso l’Istituto Tecnico provinciale di Firenze. Subito dopo il diploma ottiene una borsa di studio che lo porta a Parigi, studente presso la prestigiosa École Nationale des Mines (per il periodo 1875-1878), dove si diploma in ingegneria mineraria, compiendo durante il corso di studi viaggi di approfondimento in Belgio e Germania.

Nel 1882 il Ministero della Pubblica Istruzione abolisce la sezione di Meccanica e Costruzioni dell’Istituto Tecnico provinciale di Firenze, stabilendo che chi si era diplomato presso questa scuola poteva fare richiesta ad un’università dove fosse stato creato un corso di laurea in Ingegneria (Bologna e Torino) per vedersi riconosciuta la laurea senza dover sostenere esami, questo anche perché il corso sostenuto a Firenze era complesso e paragonabile ad un corso di laurea in ingegneria. Durante il periodo di studi parigino inizia la carriera di giurato e delegato per esposizioni nazionali ed internazioni, carriera che si protrarrà almeno sino al 1894. Infatti nel 1878, a Parigi, è nominato Segretario del Commissario italiano per Miniere ed industrie affini all’Esposizione universale di Parigi di quell’anno.

L’occasione di occuparsi di una esposizione si ripresenta rapidamente, quando nel 1881 è nominato giurato per la classe Cave, Miniere e Metallurgia all’esposizione di Milano. Nello stesso anno partecipa come giurato all’Esposizione regionale toscana, che si tiene a Firenze.

Per oltre un decennio non partecipa più ad esposizioni, ma nel 1893 diventa commissario per l’Italia alla World’s Columbian Exposition di Chicago. L’anno dopo è ancora commissario per l’Italia all’esposizione di San Francisco, la California Midwinter Exposition, continuazione ideale di quella di Chicago del 1893. Sembra che la sua carriera professionale, incentrata almeno per i primi anni come responsabile di miniere e cave, prenda l’avvio nel periodo della concessione della laurea a Bologna. Nel biennio 1882-83 lo troviamo impiegato presso la miniera della Castellaccia, nel comune di Massa Marittima (GR). Nel triennio 1883-85 riveste il ruolo di direttore della Miniera di Lignite di Castelnuovo, in Valdarno, di proprietà della Società delle Ferriere.

Nel periodo 1885-89 continua ad occuparsi prima di lignite, in Umbria, a Terni e Spoleto, passando poi ad occuparsi di ferro, a Bovegno, comune al culmine della Val Trompia, in provincia di Brescia. Tra il 1889 ed il 1890 si impiega sulla Montagna Pistoiese, a Limestre, presso la fonderia di rame ed ottone Ferdinando Turri & C. Dopo la breve esperienza con i Turri torna ancora ad occuparsi di lignite, in Calabria, a Condoni, per agli anni 1890-92. C’è da ritenere che contemporaneamente a questi incarichi e poi in maniera più marcata a partire dalla seconda metà degli anni ’90 si occupasse di perizie minerarie in Italia ed in Europa, anche per conto del Regno d’Italia. Allo stesso tempo riveste numerosi incarichi pubblici in ambito professionale.

E’ iscritto all’albo degli Ingegneri ed Architetti di Firenze dal 1899 al 1928. A partire dal 1883 ricopre vari incarichi in tre diverse amministrazioni comunali. Nel periodo in cui è Direttore della Miniera di Castelnuovo (AR) è anche consigliere comunale e prosindaco a San Giovanni Valdarno, secondo quasi un modello consolidato che vedeva i “funzionari” della Società Anonima delle Ferriere Italiane come “notabili” da far partecipare alla vita politico-sociale locale. In seguito è consigliere comunale a Firenze. Una volta stabilitosi nel territorio di Vaglia (FI), acquistando la villa ed i poderi all’Olmo, partecipa alla vita politica di questo comune: a partire dal 1899 riveste prima il ruolo di consigliere comunale, poi la carica di assessore ed infine quella di sindaco.