Autore di pubblicazioni
Specie dedicata
Hall of fame
Universitario
Mineral dealer
Presidente di circolo


Tipo di collezione

Estetica
Sistematica
Nazionale
Regionale/topologica
Singola classe o specie
Altro


Dimensione dei campioni

Cabinet
Miniature
Thumbnail
Micromount

Bruno Cerato

Autore: Daniele Respino

Bruno Cerato è stato un appassionato ricercatore e collezionista di minerali sin da quando, da ragazzo, iniziò a raccogliere i quarzi di Margone in Val di Viù, gli esemplari di tormalina negli scisti di Sant'Ignazio presso Lanzo e i campioni di granato nella vicina Val d'Ala.

Al suo amore per i minerali dedicava tutto il tempo che il lavoro di imprenditore edile gli concedeva, senza nulla togliere alla famiglia che adorava e lo adorava, anzi condividendo la sua passione con la moglie Alba e le loro tre figlie ogni volta che ne aveva la possibilità, con frequenti gite in montagna, all'isola d'Elba o alle principali mostre nazionali e internazionali.

Assiduo frequentatore dei circoli mineralogici di Torino e di Lanzo, ampliò la sua esperienza mineralogica grazie a numerosi viaggi di ricerca in Turchia (alla ricerca di kammererite), in Marocco nella zona di Bou Azer, a Poona in India e soprattutto in Perù e Bolivia, dove instaurò relazioni permanenti con vari ricercatori locali che gli procurarono lotti di prima fonte di minerali di argento, cassiterite, vivianite, ludlamite, e di svariati fosfati e solfuri rari o insoliti.

Fu protagonista di numerose escursioni ai giacimenti di cobalto e nichel della Punta Corna in Val di Viù e del Monte Cruin in Val di Susa, nei quali ebbe la fortuna di rinvenire numerosi campioni di skutterudite, lollingite, arsensiderite, eritrite e tanti altri, anche non ancora completamente identificati.

Frequentò anche con una certa assiduità le miniere di manganese di Praborna in Val d'Aosta (dove rinvenne svariati esemplari di braunite e romeite in cristalli, oltre ai classici campioni di violano, piemontite e alurgite) e della Val Graveglia (specie a Molinello, dove fece un interessante ritrovamento di saneroite cristallizzata).

Negli ultimi anni il suo interesse collezionistico andò focalizzandosi sempre più sugli elementi nativi, i solfuri e solfosali ed i minerali del Vesuvio. In numerose occasioni ebbe modo di contribuire all'attività didattica e divulgativa dei circoli esponendo splendidi esemplari di solfuri boliviani (andorite, franckeite, stannite, zinkenite, cylindrite) o selezioni tematiche specifiche (ad esempio piriti di tutte le provenienze e in associazione con altre specie).

La sua collezione Vesuviana superò i 2000 esemplari (tra campioni da vetrina ed esemplari "da scatoletta") e comprendeva ricchi esemplari di vesuvianite, meionite, cuspidina, davyna, spinello, baddeleyite, e decine di altre specie caratteristiche.

Infine, fu tra i primi collezionisti di minerali ad appassionarsi alla "gemmologica", e realizzò negli anni un notevole campionario di specie di cui esponeva sia il campione naturale con cristalli su matrice che la relativa gemma tagliata (spiccavano tra questi la rarissima sarcolite vesuviana e la splendida phosphophyllite boliviana).