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Alfonso Cossa

Autore: Delmastro A., Gallo L. M., Pistarino A., Tomalino M. U.

Chimico, petrografo e mineralogista italiano. Si laureò in medicina a Pavia nel 1857 ed, ancora studente, tradusse profeticamente in italiano due importanti opere di Justus von Liebig sulla chimica agraria. Divenne assistente di chimica all’Università di Pavia e, nel 1861, ottenne la cattedra di chimica del locale Istituto Tecnico. Nel 1866 Quintino Sella lo inviò a dirigere l’ Istituto Tecnico di Udine, dove proseguì le sue ricerche nel campo della chimica inorganica e della mineralogia. Nel 1872 fu mandato a fondare la Scuola Superiore di Agricoltura di Portici, presso Napoli e, dopo appena un anno, venne chiamato a Torino a dirigervi la Stazione Agraria ed a insegnare chimica agraria al Regio Museo Industriale. Dal 1877 al 1881 fu docente di chimica inorganica presso l’Università di Torino ed, alle dimissioni del chimico Ascanio Sobrero, gli succedette sulla cattedra di chimica della Scuola di Applicazione per gli Ingegneri di Torino. La sua vastissima opera scientifica spaziò dalla chimica agraria a quella inorganica, dalla chimica mineralogica alla petrografia, dalla chimica forense alla medicina e fu il precursore della moderna chimica merceologia. Tra le sue opere più celebri, anche al di fuori dei confini nazionali, si possono ricordare gli studi sulla chimica dei sali di platino e il volume Ricerche chimiche e microscopiche su roccie e minerali d'Italia (1875-1880) e Ricerche chimiche su minerali e rocce dell'isola di Vulcano. 

(Dal sito dell’Accademia delle Scienze di Torino, a cura di Germano Rigault, del 18/01/2005).

Se al Sella spetta il grandissimo merito di aver portato, mediante i suoi lavori di Cristallografia matematica, gli studi mineralogici ad un alto livello di rigore scientifico, il merito invece di aver sviluppato in Mineralogia i metodi della chimica analitica e quelli dell'ottica cristallografica, abbinati tra loro, spetta ad un altro illustre Socio di questa Accademia: Alfonso Cossa.

Come membro del Comitato Geologico, ebbe l'incarico di intraprendere lo studio delle rocce italiane per la formazione della carta geologica d'Italia. Fu il primo a comprendere l'importanza di abbinare in questi studi il metodo chimico con quello microscopico: preparò una collezione di sezioni sottili (1800 in piccolo formato, 750 in grande, relative a circa 900 esemplari di rocce) che nel 1881 venne esposta al ventesimo Congresso geologico internazionale tenutosi a Bologna.

Non vanno infine dimenticati i lavori del Cossa sulla diffusione degli elementi delle terre rare nei minerali: per tutti questi contributi fondamentali può essere considerato l'iniziatore degli studi petrografici e geochimici in Italia.

Il Cossa si interessò anche a problemi di sintesi di minerali, ad esempio della Sellaite, minerale scoperto dallo Stüiver e studiato da Alfonso Sella, figlio di Quintino.