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Achille Vineis

Autore: Manlio Vineis

Nato a Graglia Biellese il 24/7/1920. Geometra in una nota impresa edile con attività a Torino. Isola d’Elba, Gignese e Sestriere. Iniziato alla mineralogia dal figlio Manlio12enne che dovendo essere accompagnato lo ha fatto appassionare a tale disciplina. Iscritto al Gruppo Mineralogico Piemontese dal 1970 è fra i fondatori della prima mostra torinese, con Francesco Meda e Don Broccardo, nel 1972 alla Promotrice delle Belle Arti al Valentino di Torino poi trasferitasi a Palazzo Nervi(o del lavoro) poi a Palazzo a Vela ed infine al 5° padiglione di Torino Esposizioni seguendone gli sviluppi sino intorno al 2000. Appassionato di montagna e buon sciatore ha organizzato il gruppo, allora sito in un locale della facoltà di Mineralogia, sino a divenirne Presidente partecipando attivamente alla creazione di una notevole biblioteca, organizzando gite e scrivendo molti articoli sul Notiziario annuale sino a quando venne unificato(1979) con il CMT nell’attuale Associazione Piemontese di Mineralogia e Paleontologia continuando a rimanere nel direttivo. Ha effettuato scambi sia personali che postali con Musei (Neuquen in Argentina e Rennes in Francia) o con ricercatori (Moroder e Don Stulci in Trentino, Celli in Veneto). Ricerche e contatti anche nei luoghi dove lavorava(Marchetti in Val d’Ossola e altri all’Elba). Grazie ad una casa in costa azzurra organizza gite con il Club di Nizza esplorando con loro, miniere e siti in tutta la Provenza. E’ stato inglobato nella famosa banda del buco(Giannerini, Rondanin, Vasco, Beninato, Trevisan, Agozzino) nelle ricerche di granati per anni sia all’Alpe delle Frasse (indicatagli dall’amico Silvano Gallino) che a Bellecombe. Con il figlio ha spaziato in viaggi mineralogici in Francia, Svizzera, Spagna, Portogallo, Germania ed in numerose regioni italiane. Ha partecipato come visitatore alla maggior parte delle mostre europee ed italiane. La collezione principale venne impostata su sette vetrine illuminate con circa 1300 campioni ed una cassettiera con i restanti 7000 campioni meno estetici ma rappresentativi ed un ordinato magazzino dei restanti campioni frutto delle ricerche sia in gruppo che solitarie continuate sino all’età di 86 anni. Deceduto nel dicembre 2010 lasciando la collezione al figlio che ne continuerà l’ampliamento.